BENITO MUSSOLINI E LO SPORT DEL CALCIO di Claudio Di Giampasquale
Il duce utilizzò il calcio come potente strumento di propaganda e controllo sociale durante il ventennio fascista, trasformando le vittorie della nazionale nei Mondiali del 1934 e 1938 in dimostrazioni di superiorità del regime. Si narra che fosse un accanito tifoso dell'AS Roma, che, grazie al suo consenso, fu fondata nel 1927 dall'amico Italo Foschi, con l'obiettivo d'unire le squadre romane minori per creare una grande squadra che potesse competere con quelle del nord. Tuttavia anche la S.S. Lazio ha legami storici col periodo fascista e viene talvolta descritta come la squadra con una base di tifosi storicamente assai vicina all'ambiente legato al regime. Ma si è anche vociferato che Mussolini nutriva enorme simpatia per Il "Bologna Football Club" squadra dominante negli anni del ventennio, che incarnava la forza e la vittoria secondo l'ideologia fascista. Ma in sostanza, il dittatore ebbe col calcio, un rapporto senz'altro di tipo utilitaristico. Diciamo subito che non appartenne alla generazione di ragazzini che giocarono fin da piccoli a pallone. Gli sport che amò furono l'equitazione, la scherma, l'aviazione e il tennis. Si dilettò col nuoto e la vela, le camminate di salute e la boxe. Amava correre in moto e al volante d'automobili sportive. Il suo rapporto col pallone è dimostrato nel video qui di seguito, mentre gioca a calcio (o meglio tenta di giocarci) in uno spazzio della sua residenza in Villa Torlonia sulla via Nomentana. Le riprese sono del giovanissimo figlio Romano, che lo riprende in movimento nell'atto di tirare più d'un calcio al pallone, c'è anche sua sorella Edda la prediletta del Duce, ad altri ragazzini. Sullo sfondo i suoi giardinieri al lavoro.





