PONTE SANT'ANGELO DALLE SUE ORIGINI di Claudio Di Giampasquale
Dall'Ager Vaticanus un'area paludosa e periferica dell'antica Roma situata sulla riva destra del Tevere alle pendici del colle Vaticano partiva l'antica via Triumphalis, saliva lungo la dorsale del Clivus Cinnae (monte Mario) per proseguire per quindici chilometri a nord-ovest dell'urbe in direzione di Veio una ricchissima città estrusca che venne conquistata da Roma nel 396 avanti Cristo per opera dell'esercito del generale Marcus Furius Camillus dopo un decennio d'assedio. Furio Camillo trionfò grazie allo stratagemma d'un tunnel sotterraneo sbucato nel tempio di "Uni" la dea suprema del pantheon etrusco, protettrice delle donne, del matrimonio, della fertilità e delle città. Dopo la conquista, la statua lignea della divinità fu prelevata dai vincitori, i quali le promisero in cambio onori e un tempio sontuoso. La leggendaria scultura lignea venne portata a Roma attraverso una solenne processione sul percorso a ritroso verso la città eterna, il tracciato nato come sentiero tracciato dagli Etruschi in seguito venne dovutamente pavimentato dai romani con grandi lastre di pietra e basolato lavico e divenne un'importantissima via consolare ed acquisì il nome via Triumphalis. Al generale Marcus Furius Camillus fu concesso il primo grande trionfo della storia romana. Da allora, per molti secoli successivi questa strada fu scelta dagli eserciti vittoriosi per rientrare in città dal settentrione dopo le campagne militari. Erano parate spettacolari, le quali culminavano con le celebrazioni del "trionfo" sul colle del Campidoglio, il massimo riconoscimento per un generale.
Tornando alla conquista di Veio, leggenda narra che il sacro simulacro etrusco fosse insolitamente leggero e che abbia annuito quando le fu chiesto se volesse trasferirsi nell'urbe. Il tempio l'«aedes Iuno Regina» (tempio di Giunone Regina, questo è il nome che i romani diedero alla divina statua lignea) sorse quattr'anni dopo sul colle Aventino. Nel quinto secolo dopo Cristo al suo posto fu edificata la Basilica di Santa Sabina, che al suo interno riutilizzò ventiquattro colonne di marmo dell'antico tempio.
Al ritorno da Veio, le legioni di Furio Camillo, con il loro ricchissimo bottino, nella marcia verso il Campidoglio, oltrepassarono il Tevere percorrendo l'antico Pons Subliciusche all'epoca si trovava appena a valle dell'Isola Tiberina tra le pendici dell'Aventino e la zona dell'antico Foro Boario. Per ragioni difensive, Roma evitò a lungo di costruire passaggi stabili sul Tevere. Il timore era che eventuali nemici potessero sfruttarli per entrare facilmente in città.




