LA SVENTURATA VITA DI BEATRICE CENCI di Claudio Di Giampasquale

La bellissima Beatrice rampolla d'una famiglia nobile tra le più ricche, potenti e stimate dello Stato Pontificio, venne al mondo mercoledi 6 febbraio del 1577 nel rione Regola, nello storico complesso di palazzo Cenci che ancora oggi si erge sulla piazzetta in via Monte dé Cenci sui resti dell'antichissimo Circo Flaminio. Era figlia dei blasonati Ersilia Santacroce e del conte Francesco Cenci uno degli uomini più ricchi di Roma, erede, di monsignor Cristoforo Cenci tesoriere della Camera Apostolica, ma anche tristemente noto nell'urbe per il suo carattere violento, rissoso e depravato, capace d'eludere la giustizia grazie ai privilegi legati al suo lignaggio. Oltre alla bellissima protagonista del nostro racconto, la nobile coppia ebbe nei ventun'anni di matrimonio altri undici figli. Beatrice crebbe nel grazioso palazzetto di famiglia tra l'equilibrio del Rinascimento e la teatralità del Barocco, cioè nella sfarzosa atmosfera "manierista" tipica della sua epoca. Quando compì sei anni sua mamma morì a causa di emorragie ed  infezioni legate alla nascita dell'ultimo figlio Paolo. E così rimaste orfane della loro adorata mamma, sia lei che la sua sorella maggiore Antonina, furono mandate dal padre nel convento di Montecitorio, dove furono le uniche educande nobili e fecero ritorno nella loro casa solo nove anni dopo quando il conte Francesco Cenci si sposò di nuovo.

Ambedue le sorelle ormai adolescenti furono prese sotto l'ala protettrice della seconda moglie del papà, Lucrezia Petroni, verso la quale provarono quell'affetto filiale represso per la precoce morte della loro mamma naturale, ma soprattutto pre la freddezza e noncuranza del padre esclusivamente dedito ad accrescere il già ingentissimo patrimonio. Era un uomo rissoso e violento, anche nelle mura domestiche, dominato da un'instabilità emotiva cronica e da un bisogno ossessivo di controllo. La sua aggressività non si limitava agli impulsi improvvisi, ma si traduceva in un comportamento sistematico volto a intimidire chi gli stava intorno