L'INCONTRO TRA FABRIZI E FELLINI AL TEATRO CORSO di Claudio Di Giampasquale
Una vecchia fotografia sbiadita del 1941 sulla terrazza di casa Fabrizi in via Sannio a San Giovanni, insieme all’attore e alla sua famiglia c’è un giovane magro con un fiasco in testa, è Federico Fellini, arrivato a Roma da un paio d’anni e di casa nella famiglia Fabrizi. Federico aveva conosciuto Aldo due anni addietro quando lo aveva intervistato nei camerini del cinema Corso. Fabrizi era un re del teatro d’avanspettacolo. Iniziò tra i due una collaborazione e un’amicizia che durerà anni. Prima di diventare regista, Fellini farà lo sceneggiatore in film dove Aldo è protagonista. In seguito i rapporti si raffreddarono. vediamo perchè.
Nella fila in alto il ragazzo a destra è Federico Fellini in allegra posa mentre sorregge un fiasco di vino in testa, accanto a lui in bombetta c'è Aldo Fabrizi. Delle quattro donne in basso, la seconda da sinistra è la giovane Elena Fabrizi, meglio nota come la sora Lella.
il giorno CHE SI CONOBBERO due giganti
Era un lontano sabato dell'anno prima dell'entrata in guerra dell'Italia: il 3 giugno 1939. Quando un giovane riminese, Federico Fellini, nei camerini del Teatro Corso incontrò, per la prima volta, l’attore Aldo Fabrizi in occasione di un suo spettacolo di varietà.
Come detto, mancava solo un anno e una settimana alla dichiarazione di guerra di Mussolini dal vicino balcone di Palazzo Venezia e alla catastrofe Quell’estate, Fabrizi era da poco tornato a Roma da una turnée nelle colonie italiane in Somalia con la moglie Reginella nota cantante di varietà, e il suo successo cresceva ininterrottamente. Nella capitale la sua attività si svolgeva esclusivamente nei teatri d'avanspettacolo e di rivista. Nato nei pressi di Campo dé Fiori era molto amato dai romani.
Fellini e Ruggero Maccari quel giorno erano andati a trovarlo dietro le quinte del teatro per la stesura di un’inchiesta sull’avanspettacolo. Federico Fellini aveva cominciato a frequentare Roma da pochi mesi e si manteneva scrivendo articoli per giornali e riviste locali e nazionali. In quel primo incontro il romagnolo s'abbeverò, prendendo appunti, alla preziosa fonte romanesca di Fabrizi e fece incetta di battute e situazioni comiche che gli furono poi preziose per la sua prestigiosa ascesa.
Quel sabato in piazza San Lorenzo in Lucina ci fu un colpo di fulmine tra quelle due menti geniali. Fabrizi d'emblée percepì il talento di quel giovane e s'aprì generosamente. Presto divennero amici. Lo invitò spesso a pranzo o a cena con i suoi familiari nella loro casa nel cuore di San Giovanni in via Sannio al civico 37.
Nel 1942 Aldo contribuì a instradare Federico nel mondo del cinema col film "Avanti c'è posto" diretto da Mario Bonnard, nel quale Fabrizi era protagonista e Fellini collaborò al soggetto. Poi di nuovo nell'anno successivo con il film "Campo dé fiori" anche questo diretto da Mario Bonnard, con Aldo Fabrizi e Anna Magnani protagonisti, Federico Fellini partecipò alla stesura della sceneggiatura. Nello steso anno fu la volta della pellicola "L'ultima carrozzella" stavolta diretto da Mario Mattoli, sempre con Fabrizi e la Magnani nei ruoli di protagonisti e che vide lo stesso Fabrizi come autore del soggetto e co-sceneggiatore insieme a Federico Fellini. Inoltre, nell'anno che terminò il conflitto bellico e avvenne la liberazione della capitale fu girato il capolavoro del neorealismo "Roma città aperta" di Roberto Rossellini, con Aldo Fabrizi nello storico ruolo di Don Pietro e Anna Magnani nella parte di Pina, una donna del popolo coraggiosa, incinta, promessa sposa a Francesco: l'interpretazione dell'attrice romana divenne il simbolo della sofferenza, della forza e della resistenza delle donne romane durante l'occupazione nazi-fascista. Anche questo film vide la partecipazione di Fellini alla sceneggiatura per la quale ottenne anche una candidatura al Premio Oscar.
Grazie a questi primi lavori per il quale l'intercessione dell'amico Aldo fu fondamentale, negli anni subito successivi la carriera di Fellini decollò e divenne uno dei maggiori registi della storia del cinema.
Il motivo che fece finire la loro grande amicizia
La loro amicizia durò trent’anni fino alla rottura nel 1969: fu quello l’anno in cui venne girato il film
"Satyricon"
uscito poi a settembre. Fellini assunse per il ruolo di
"Trimalcione" Mario Romagnoli "il Moro”, gestore del ristorante omonimo in "vicolo delle Bollette" vicino a Fontana di Trevi, rimangiandosi la parola data a Fabrizi che avrebbe dovuto interpretare il personaggio. Fabrizi non glielo perdonò e la loro amicizia finì.
c'era una volta il mitico teatro corso
Piazza San Lorenzo in Lucina situata accanto a via del Corso a pochi metri da via Frattina e via Condotti e prossima ai "palazzi del potere" è da sempre un salotto all’aperto e luogo d'incontro tra i più prestigiosi della capitale, irrinunciabile punto di ritrovo per professionisti e politici, nonché arteria pulsante dello shopping romano. Agli inizi del novecento questa piazza ospitava il Teatro Corso che venne realizzato su progetto dell’architetto Piacentini per rimodernare il 'Lux et Umbra' che fu dalla fine del secolo precedente sino ad allora, in piena epoca d'oro del cinema muto, uno dei più importanti cinematografi della Capitale.
Il nuovo teatro venne inaugurato nel 1918, la sua facciata in stile Art Nouveau divenne un segno distintivo della splendida piazza San Lorenzo in Lucina nel rione Colonna. Mezzo secolo dopo, nel 1970, il teatro Corso divenne solo cinema e il suo nome cambiò in ‘Etoile’. Purtroppo poi alle soglie del nuovo millennio anche questa splendida sala precipitò nella "crisi dei cinema storici romani" e fu chiusa nel 1991. Trascorsero ancora venti anni nei quali l'ex cinematografo divenuto "Spazio Etoile" venne utilizzato saltuariamente come occasionale luogo espositivo.
Nel 2011 fu dato in uso alla multinazionale di beni di lusso francese Moët Hennessy Louis Vuitton SA proprietaria del marchio "Louis Vuitton" e così divenne la "Maison Roma Etoile di Louis Vuitton".









