NUN ME ROMPE ER CÁ tratto dallo spettacolo teatrale "A me gli occhi please" (2000) di Gigi Proietti
«A me gli occhi, please»
non fu un titolo messo su così a caso. Perchè dall'inzio sino al termine dello spettacolo gli spettatori
non riuscirono più a staccarli dal palco. Quello che avvenne la sera di sabato 24 giugno 2000 allo Stadio Olimpico, come in tutti i suoi spettacoli, fu il sortilegio di uno "stregone" che con una magia senza trucchi, doppi fondi, specchi e spade spezzate, incantò tutti. Uno straordinario artista al meglio della forma, con la passione e la voglia ad ogni scena di stupire e divertire. Affabulatore, giocoliere della parola, statuario o dinoccolato, disarticolato o immobile come nel momento in cui tutta l’espressività venne volutamente lasciata al sardonico sorriso e ai grandi occhi. E fu con quegli occhi e la capacità di mimica che Gigi travolse e avvolse il suo pubblico, attraverso un'intensità espressiva indomabile. E così gli spettatori si trovarono di fronte a un fenomeno posseduto dal demone della recitazione. Ecco in questo breve video uno spezzone di quello spettacolo durante il quale il maestro, emulando le classiche figure teatrali francesi in abito nero o in bianco e nero, in cinque minuti di pura ilarita enfatizzò un bizzarro ed esilarante composto parisien-romain attraverso la musicalizzazione e l'interpretazione in raffinato stile
"chanson française existentialiste" vocalizzando a mó di testo (lyrics) una semplice frase molto in uso qui a Roma:
«nun me rompe er cá»
Proietti nel suo metro e ottantasette centimetri sembrava poter racchiudere un intero spaccato del teatro e dello spettacolo del Novecento, in lui s'innervava la tradizione e la tensione al rinnovamento. Il suo "romanesimo" era nel dna, contagioso ovunque, esilarante, elegante e colto. Gigi era orgoglioso d'essere romano. Roma era fiera di lui. L'intera nazione pianse perdendo per sempre un vero leone del palco, elegante, misurato, maestro; drammatico e comico: capace di far ridere tutti a crepapelle con una sola parola. Portò sul palcoscenico una lunga serie di personaggi, spaziando da Petrolini a Shakespeare, giganteggiando in innumerevoli stili teatrali, dall'ironico teatro romanesco al drammaturgico nazionale, dal "théâtre du silence" al "comedy of manners", dal teatro di narrazione a quello sperimentale. Proietti era insuperabile nel tener in piedi "spettacoli monologo" lunghissimi, mantenendo incollato l'intero pubblico alla poltrona. Si riconobbe sin dagli albori della sua carriera quanto talento ci fosse nella sua arte. Si forgiò calcando le assi dell'avanspettacolo, giocando pure col varietà televisivo. Fu uno straordinario attore cinematografico, doppiatore, cantante e conduttore televisivo. Si concesse "vizi a regime salutista" come quelli d'un caffè e una sigaretta al giorno. Gigi «venn'ar mondo er 2 novembre» visse i primi dieci mesi della sua vita in una casa in via di Sant'Eligio una traversa di via Giulia. «se n'andó sempre er 2 dé novembre» il suo cuore cessò di battere in una clinica in via di Villa Massimo nel quartiere Nomentano. «Á mandráke, solo tu te potevi regalà la morte er giorno der compleanno ...sei sempre stato unico».




