TRILUSSA, IL LAUDARIO, L'AMORE E L'ODIO di Claudio Di Giampasquale
Si narra che la mattina di domenica 8 aprile 1917, er sór Albert Salustri e la sua compagna parteciparono alla santa messa di Pasqua presso la chiesa di Santa Maria della Pace, situata nel rione Ponte in un angolo seminascosto, a pochi passi da piazza Navona. E che quel giorno nel gioiello barocco rinascimentale contenente il Chiostro del Bramante e la meravigliosa cantoria con un antico organo del Cinquecento, nell'ambito della funzione religiosa, le varie vasi di essa furono arricchiti dall'esibizione di coristi che cantarono varie laude dei "laudari di Cortona", componimenti poetici e musicali in lingua volgare realizzati ispirandosi alla spiritualità di San Francesco d'Assisi. Si racconta che una di queste lodi, cantata durante il "rito di comunione", commosse particolarmente il quarantacinquenne poeta, era «Laudar volio per amore». Trilussa era un uomo molto sensibile, l'ascoltò piangendo stringendo la mano della sua Rosa. L'omelia del sacerdote che precedette l'amministrazione eucaristica fu molto toccante, la fece in lingua italiana, nel mezzo d'una funzione interamente recitata in latino. L'Italia era in guerra. Commentando i passi del vangelo letti, il prete, parlando d'amore in contrasto all'odio e al male, si riferì alla "carneficina di massa" e ai giovani ragazzi impegnati sul fronte a combattere per difendere la patria. E alla sofferenza dei loro cari, in preda all'angoscia dell'attesa.
Ecco qui di seguito due versioni di «Laudar volio per amore», una delle espressioni più alte della spiritualità francescana in volgare, utilizzata dalle confraternite dei laudesi nel Medioevo. La prima è un suggestivo paesaggio sonoro con diverse soluzioni timbrico-musicali-polistrumentali e vocali sempre diverse e trascinanti, diretto dal maestro Franco Radicchia, che si avvale, della pregevole collaborazione del gruppo Anonima Frottolisti. La seconda è a dir poco sublime, una rilettura lirica, a cura della coppia Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, con le voci di Armoniosoincanto dirette da Franco Radicchia. questa laude è una traccia del progetto "Altissima Luce" certamente una delle produzioni più complesse e suggestive nella discografia di Paolo Fresu.
Laudar vollio per amore, lo primer frate minore San Francisco, amor dilecto, Cristo t'à nel suo cospecto, perhò ke fosti ben perfecto e suo diricto servidore. Tutto el mondo abandonasti, novell'ordine plantasti, pace in terra annuntiasti, como fece el Salvatore. In tutte cose lo seguisti, vita d'apostolifacesti, multa gente convertisti a ludare elsuo gran nome. Tre ordine plantasti: li minori in prima vocasti, e puoi li donnireserasti, li continenti a perfectione. Sìfosti pieno de caritade ke insignavi a l'animali come dovessaro laudare lo suo dolze creatore. Tanto fosti amico a Deo ke le bestie t'ubidieno: l'ucielli in mano a te venieno a udire lotuo sermone. Per lo mondo gisti predicando et sempre pace anuntiando, fede de Cristo confirmando et confondendo oni errore. En Saracinia tu passasti, senza timore ci predicasti: lo martirio desiderasti ferventemente, per ardore. Martire esso fu per desiderio tanto mortificasti a Deo: nullo male te sapea reo, de patire per lo suo nome. Delsuo amore stavi iocundo, disprezavi tutto ‘l mondo; dì e nocte andavi a torno per trovare lo tuo segnore. Per le selve el gìa carendo; ad alta voce iva dicendo: “O sire, sì a te m'arendo k'io languesco del tuo amore!” Delsuo amore tanto languisti, en croce ell'ari lo vedesti: cullisuoisigniremanisti, tanto el portasti in core. Sì prendestiCristo a l'amo ke piaghe en te sirenovaro: e'llo tuo corpo si trovaro sì como l'ebbe el Salvatore. En vita tua santificasti, molti miraculi mostrasti quando del mondo trapasasti, e in cielo n'aparve grande splendore. Celi e tronise ne mutaro per l'altisegni ke in te trovaro, tutta la corte aparechiaro per te recevar ad onore. Cristo culli angeli tutti quanti et la sua madre collisancti vénaro per te con dolzi canti menartene cum grande honore. Facesti la corte ralegrare, dolcissimi versi cantare, davante a l'alta maiestade reddendo laude cun amore.
L’AMORE E L’ODIO





