L'IMMENSO AMORE DEL MAESTRO PER ROMA di Claudio Di Giampasquale

Vittorio De Sica ebbe un legame profondo e indissolubile con Roma, città in cui visse, lavorò e che impresse in modo indelebile nei suoi capolavori cinematografici del Neorealismo. Ciociaro di nascita, venne al mondo a Sora nel 1901a poco più di cento chilometri da piazza Venezia. Si trasferì nella capitale con la famiglia intorno al 1916 durante la prima guerra mondiale. A Roma completò gli studi e conseguì il diploma di ragioniere. Nei suoi primi anni romani, prima d'affermarsi nel cinema e nel teatro, frequentò assiduamente l'oratorio della basilica di San Camillo de Lellis nel rione Sallustiano dove ebbe all'età di quindici anni il suo primo esordio teatrale giovanile, e quello del giovanissimo Vittorio fu un battesimo artistico paradossale, a dir poco tragicomico, mi spiego meglio: lo straordinario e poliedrico percorso artistico del maestro De Sica oggi ricordato come uno dei padri del neorealismo italiano, in una carriera durata oltre mezzo secolo tra teatro, cinema, recitazione e regia, inziò grazie a una pietra in faccia quando gli fu proposto dai "padri camilliani" di partecipare a una recita di carattere religioso nella parte di San Tarcisio martire, ecco il breve racconto del buffo episodio narrato dalla sua stessa inconfondibile voce: